Home Premi & contest Alghero, il mirto, il gelato

Alghero, il mirto, il gelato

written by La Salsa Aurora settembre 29, 2014

È nato prima l’odore o la sua nozione? O di come un gelato può farti scoprire qualcosa che credevi di aver sempre saputo.

 Alghero stordisce, dando a chi ci arriva una sensazione subito strana e mista di pace ed ebbrezza, la sensazione come di esser finiti in un’altra epoca, in un posto diverso. Tutto di Alghero è leggermente straniante: il profilo della cinta muraria, la passeggiata lungo i bastioni a picco sul mare blu scuro, la vista del lungomare dritto, puntellato di palme e luna park come una periferia americana, il bianco della calce e il grigio rosa del tufo della città vecchia incrostata di salsedine e levigata di maestrale come uno straccale, le vie strette e ciottolose che risuonano di vino e di risate. Si sente che questa città è nata catalana -i nostalgici la chiamano Barcellonetta, e i vecchi parlano ancora il dialetto misto di sardo e catalano.alghero

luna-parkSiamo venuti in Sardegna come ci vengono  tutti, a cercare il mare celeste e le spiagge di sabbia, ma abbiamo trovato ad accoglierci, come prima tappa, questa città strana e bellissima, così diversa da tutto quello che avevamo visto e che avremmo visto dopo, altrove nell’isola. Ci siamo innamorati di Alghero, di un amore quasi certamente non corrisposto. Questa città non cerca il turista: quasi lo rifiuta. Il mare qui è pulito come dappertutto in Sardegna, ma inospitale: il maestrale ha incastrato nelle insenature della costa algherese tonnellate di alghe di colore scuro, che rendono l’acqua di un colore verdeblu smeraldino, profondissimo e agitato. Per trovare spiagge magnifiche e meno selvatiche basta fare un breve tratto di costa, in una direzione o nell’altra, si casca comunque bene: ma questo mare zeppo d’alghe, che le è valso il nome di Alghero, allontana dalla città vecchia i bagnanti in ciabatte, e ne preserva il fascino antico, petroso. Proprio come l’odore del mirto selvatico.

Il profumo del mirto misto al salmastro è il rumore olfattivo di fondo quaggiù. Lo coprono a tratti l’odore dei panini caldi, della paella algherese e del pesce grigliato che fuma dai piatti dei ristoranti all’aperto, e la citronella delle candele accese sui tavolini. Ma finito il loro circostanziato assolo, si sente di nuovo: dolciastro, mediterraneo, pieno di zucchero e tannino. Il mirto è un arbusto della macchia, diffusissimo in tutta la Sardegna: con i ramoscelli e le foglie si insaporiscono le carni, con le bacche si prepara il liquore famosissimo, chiamato semplicemente “mirto”. Si fa in casa, facendoe macerare le bacche viola scuro nell’alcol per un mese, e aggiungendo poi lo zucchero. Non c’è casa o locale dove all’avventore gradito non ne venga offerto un bicchierino -di cortesia, di benvenuto, di commiato; di compagnia. L’odore del mirto ti fa sentire sull’isola. Ma questo, io, l’ho scoperto solo dopo un gelato 🙂

gelato_mirto1

Il gelato al mirto è stato da parte mia più che altro un omaggio al colore: bisogna sempre sperimentare i sapori tipici del luogo in cui ci si trova, anche correndo il rischio che si tratti di qualcosa di un po’ troppo tipico per essere vero… E infatti Antea, sarda, mi ha subito chiarito che il gelato al mirto, lei, non l’aveva mai assaggiato. Ma anche in un luogo dal fascino così antico, le rivisitazioni pop dei classici locali sortiscono su di me un certo effetto. E la gelateria spartana e affollata di gente del posto non aveva l’aspetto di ammiccare al turista, né al gastrofighetto.  Così mi sono ritrovata il gelato al mirto nel cono. Viola chiaro, e cremoso, e con un profumo molto più delicato di quello cui mi aveva assuefatta il liquore di mirto: lo stesso odore ritroso e balsamico dell’aria di sardegna, in cui solo a quel punto ho riconosciuto chiaramente il mirto. Anche il sapore del mirto, non coperto dall’alcol, è uscito all’assaggio con maggiore chiarezza, e ho avuto davvero la sensazione di mangiare una bacca: acre e zuccherina, resinosa, ricorda un dolce alla greca. Ho ritrovato il gelato al mirto in quasi tutte le gelaterie durante la vacanza, ormai meno sopraffatta dalla novità, in grado pure di decidere se un gelato fosse più o meno buono di un altro –ma assaggiare quel gelato di Alghero è stato come per Kate in French Kiss annusare le spezie di Provenza dalle boccette di Luc prima di assaggiare una seconda volta il vino della sua vigna: solo dopo è riuscita a sentirci dentro tutti quegli odori. 

Solo dopo quel gelato per me l’aria di Alghero si è impregnata di mirto.

 

{ Articolo VINCITORE del contest Street Food: appunti di viaggio }

Vi ho raccontato il mio gelato al mirto algherese in occasione del contest  “Street food: appunti di viaggio” indetto da uno dei miei blog del cuore, ACQUA E MENTA. So che il gelato non rientra tra i nuovi cult dello streetfood al pari di piadine, fritti in cartoccio e fish&chips. Ma il gelato, in fondo, è lo streetfood italiano per eccellenza, anche se non se ne vanta! E in cono o coppetta non c’è nessuno, adulto o bambino, che preferisca gustarlo standosene seduto composto al tavolino anziché leccarlo camminando per strada, correndo il rischio gioioso e spensierato di sbrodolarsi come dio comanda. Più street food di così! 🙂 Mi sarebbe piaciuto allegarvi la ricetta di questo gelato speciale, ma la letteratura web non mi è stata d’aiuto, e nessuno degli amici sardi ha saputo fornirmi la propria: in attesa di lanciarmi in lunghe sperimentazioni alla ricerca della ricetta perfetta, invito chi la conoscesse a farmene regalo, così da portarmi di nuovo ad Alghero, tra i bastioni indorati, sotto il maestrale, inebriata dal profumo di mirto e di mare.

contest04_streetfood_appunti

2 comments

2 comments

Street food: i vincitori del contest | Acqua e Menta dicembre 10, 2014 at 1:37 pm

[…] il contest “Street-food – i racconti” il primo premio va a “La Salsa Aurora” che si aggiudica un set “Kit-chen – pane e focaccia” un racconto semplice ma […]

Reply
Contest un’estate di street food | Acqua e Menta dicembre 10, 2014 at 1:37 pm

[…] È nato prima l’odore o la sua nozione? O di come un gelato può farti scoprire qualcosa che crede… di La salsa Aurora […]

Reply

Leave a Comment