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Magia a tavola. 11 domande a Magorabin

written by La Salsa Aurora novembre 3, 2014

A cena da Magorabin: la magia dell’alta cucina creativa.

A cena da Magorabin mi sono divertita molto. Parte del merito va alle note frizzanti di vini eccellenti, e alla compagnia brillante (c’erano Giulia e Valeria, le food blogger con cui non il tempo trascorso non è mai abbastanza; Carlo Vischi con cui è impossibile annoiarsi; e poi Claudia, Emu, le Biteg girls Emanuela, Cristina, Francesca…). Ma è pure la cena, che di per sé, è stata un vero divertimento: colpi di scena, effetti speciali, trucchi; intrattenimento allo stato puro. Come guardare dentro a una lanterna magica.

Ecco il video-manifesto di Magorabin, mostrato a noi in anteprima:

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Non stupisce che Marcello Trentini, il giovane astro -Michelin- dei fornelli, alla conduzione, assieme con la moglie Simona, del ristorante torinese Magorabin, stia pensando di concepire un nuovo concetto di cena come vera e propria performance, per la quale si paga il biglietto, ci si siede, si lascia che sia lo chef-imbonitore a condurre, e ci si gode lo spettacolo. La sua è una cucina artistica che gode della carta bianca, dello spazio di azione. Ama esibirsi, donarsi, raccontarsi attraverso piatti come sequenze, parti di un unico racconto che non va sviato o interrotto.

Lo spettacolo è stupefacente e articolato, le portate si susseguono mignon e colorate proprio come i vetrini che vengono rapidamente giustapposti nella lanterna magica per lasciare gli spettatori con il fiato sospeso: il rocher di foie gras, il macaron al paté di coniglio, la boule di porcini, i ravioli alle cinque cipolle con polvere di caffè, l’alexander di baccalà, i celeberrimi spaghetti pane burro e acciughe, insalatine di tartufo, i fiori e i piccoli frutti dal bosco, la caprese con il gelato al pomodoro e moltissimi altri, per approdare allo stupore del finale -con la suspense aumentata dalla poesiola di limone fichi e rosmarino-: Mousse di cioccolato Dulcey, terra di cioccolato, sorbetto di banana e consommé al frutto della passione. Prodigiosa, esotica e avventurosa.

11 domande a Magorabin

Moderno Méliès prestato all’alta cucina, Marcello non è uno chef che sta dietro le quinte -è un istrionico che si racconta in ogni piatto, gode di ogni commento e si presta volentieri al gioco anche quando vi si nasconde una malcelata curiosità.  Ride della sua risata contagiosa e risponde a 11 domande bislacche (11, sì, perché dopo la 10 me ne è venuta in mente una per quelli che ben pensano e ho fatto pure quella -per fortuna!).
Per non rovinare il divertimento ai suoi fan, mi guarderò dall’aggiungere alle sue risposte qualsiasi tipo di commento o considerazione personale: signore e signori, Magorabin! 🙂

1. Tre parole per descriverti.

Vorace, irrefrenabile, innamorato.

2. Tre parole per descrivere la tua cucina.

Visionaria, golosa, emozionante.

3. Il primo ricordo legato al cibo.

La colazione della domenica con i miei.

4. Il cliente peggiore.

Sempre e comunque quello che manca di rispetto al nostro impegno.

5. Il complimento più bello.

“I suoi piatti mi fanno commuovere”

6. La critica più vera

Le critiche sono sempre soggettive, io vado avanti per la mia strada.

7. Se Magorabin fosse un’opera d’arte sarebbe…

Un’opera lirica in 3 atti.

8.Se Magorabin fosse una città sarebbe…

New York.

9. L’ingrediente che porteresti con te su un’isola deserta.

Il pomodoro.

10. Il tuo piatto afrodisiaco.

Il tartufo in tutte le sue declinazioni.

11. Ti taglierai mai i rasta? 🙂

Non posso.. Mia moglie si arrabbierebbe! 😉

 

2 comments

2 comments

Veronica novembre 4, 2014 at 3:01 pm

I tuoi racconti sono sempre ricchi di interessanti, nuove, scoperte 😀
Bravissima come sempre Aurora :*

Reply
La Salsa Aurora novembre 4, 2014 at 5:59 pm

Sei un tesoro Veronica! 🙂 un abbraccione e (spero) a presto!

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