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Food photography. Lo stile di What Katie Ate

written by La Salsa Aurora novembre 24, 2013

What Katie Ate, (tradotto in italiano con In cucina con Katie. Ricette & altri piccoli segreti) , è il libro di ricette tratte dall’omonimo blog di Katie Quinn Davies che in queste settimane affolla gli scaffali delle librerie e le pagine delle riviste, sempre con recensioni entusiastiche.

copertina

Le ragioni di questo grande e annunciato successo stanno in uno stile che sta già da tempo facendo scuola: Katie infatti non è una chef ma una fotografa di talento che a 30 anni si è avvicinata con passione al mondo del food, e tirato su un blog con ricette semplici e stagionali.  Ma a fare di Katie una star e una grande novità sulla scena  del food photography è il look autentico, sgualcito, buio e vintage delle sue mise en place.

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Nelle sue foto Katie non ha paura di sporcare il piatto né di leccare i cucchiai, rosicchiare le costolette e aumentare fino al fastidio il fuoco sui dettagli.

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Il risultato è vissuto, poeticamente decadente, persino grunge, con qualcosa di carnivoro, edonistico e infantile insieme, come un film di Lars Von Trier o un racconto di Lewis Carroll; Katie (bionda e graziosa come da copione) è un’Alice underground che sforna biscotti della nonna, meringhe ai lamponi e filetti in crosta e si pulisce senza rimorso ai tovaglioli di lino buono.

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Lontana (anche se in alcune foto meno emblematiche del katie-pensiero forse non poi così tanto come vorrebbe la leggenda) dall’estetica ariosa, piena di bianco e di luce della food photography contemporanea di sapore internazionale, questa ricerca di autenticità sporca ma chic sta già influenzando fortemente le giovani generazioni di food blogger e di fotografi, aprendo anche i templi del cibo patinato a un genere indie, democratico e accessibile. what_katie_ate12what_katie_ate13what_katie_ate4Da parte mia sono estremamente intrigata dalla novità e interessata alle sue applicazioni nella blogosfera ma, senza arrivare a relegare questa nouvelle vague al Salon des Refusés, non nascondo l’idea che questo gusto così invogliante, perfettamente adatto ai piatti rustici e domestici, ai dolcetti e al pollo fritto, ai food blogs degli appassionati insomma, rischi di influenzare il pubblico al punto da allontanarlo dall’estetica dell’alta cucina, di nicchia, di avanguardia, per antonomasia pulita, algida e minimalista. Quella cucina che solo il sistema classico può coerentemente rappresentare e che, mettendo la crisi tra parentesi, è  bello e giusto che ogni amante del food sogni, per un discorso di cultura e di rispetto delle eccellenze. Al di là di quanto possano esser buone e belle le lasagne al sugo della nonna.

E voi, cosa ne pensate?

N.B : Tutte le immagini di questo articolo sono tratte dal blog di Katie Quinn Davies, What Katie Ate.

2 comments

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topolinodelburro novembre 25, 2013 at 1:16 pm

Premettendo che, sia come artista, che come giovane, che come amante del decadentismo (anche se qui mi pare scada troppo nel gotico) questo stile mi piace e mi intriga moltissimo.
Come chef dico, assolutamente no, perché c’è un motivo se le foto sul cibo e sull’alimentazione sono chiare, pulite, semplici. Deriva dal fatto che siamo quello che mangiamo, ed è giusto mangiare chiaro, pulito, semplice.
In conclusione credo che sia un tipo di fotografia scura e vintage che di sicuro può prendere piede nel web, ma non nella culinaria professionale.
E da come ho capito, non è quello a cui aspira questa fotografa, quindi meglio per lei 🙂
Grazie per il post in ogni caso, è stato bello vedere queste fotografie così diverse dal solito 🙂

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La Salsa Aurora novembre 25, 2013 at 1:26 pm

Sono felice di sapere che il parere di un’artista e chef professionista sia vicino al mio di profana curiosa 😀 . Anche a me piace questo stile, e molto, ma il cibo che fa sognare, e non solo ingolosire, è veramente un altro.

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